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Premessa alla guerra

Lo scoppio della IIª guerra mondiale fu dovuto fondamentalmente alla crescente aggressività tedesca in politica estera dopo la presa di poter di Adolf Hitler. Quest'ultimo manifestò immediatamente l'intenzione di conquistare il Lebensraum, lo "spazio vitale" per il popolo tedesco (come aveva scritto nel Mein Kampf), ovvero l'espansione soprattutto ad est del terzo Reich o dove nella popolazione di uno stato estero vi fosse stata un minoranza tedesca.

Il primo obiettivo fu ovviamente l'Austria, dove governava il cancelliere Kurt von Schuschinigg, salito al potere dopo l'assassinio di Engelbert Dolfuss da parte dei nazisti. Schuschinigg era intenzionato a mantenere l'indipendenza, ma si trovò sempre più in difficoltà soprattutto quando anche l'Italia (l'unica che in occasione dell'omicidio di Dolfuss si era mossa in favore dello stato Austriaco) smise di appoggiarlo, nel 1936 fu costretto da Hitler a firmare un accordo che aumentava l'influenza tedesca nella politica austriaca, all'inizio del '38 fu obbligato ad accettare come ministro degli interni un nazista, Arthur Seyss-Inquart, Schuschinigg preoccupato di un Anschluss (annessione alla Germania) imminente decise di indire un plebiscito per ribadire l'indipendenza il 13 marzo, Hitler colto di sorpresa passò ad un rabbiosa azione di forza, fece mobilitare il corpo d'armata della Baviera, Seyss-Inquart chiese la revoca del plebiscito cosa che ottenne, ma la democrazia Austriaca aveva le ore contate, l'11 marzo il maresciallo Göring chiese al presidente della Repubblica Miklas le dimissioni di Schuschinigg e la sua sostituzioni col ministro degli interni, cosa che ottenne la notte stessa. Così il nuovo cancelliere invitò ad entrare in Austria le truppe naziste, successivamente, dopo aver fatto arrestare ben 79.000 possibili oppositori, Hitler entrò applaudito dalla folla a Vienna. Il prossimo obiettivo della politica tedesca furono i Sudeti (parte della Cecoslovacchia a maggioranza tedesca), il piano del Führer consisteva nel far richiedere dal partito nazista locale (guidato da Henlein) richieste al governo cecoslovacco via via crescenti, così da provocare una crisi nella quale non avrebbe esitato ad usare anche la forza. Il 20 maggio del '38 la Cecoslovacchia mobilitò alcuni reparti militari erroneamente convinti che la Germania stesse ammassando truppe oltre il confine, ne nacquero attriti che fecero temere per una guerra imminente. L'Inghilterra affermò di non essere intenzionata a parteciparvi, provò ancora una volta la via diplomatica, sia Henlain che Hitler affermarono che la crisi sarebbe finita se al reich fossero stati annessi tutti quei territori a maggioranza tedesca, cosa che trovo' d'accordo e democrazie occidentali, ma il governo cecoslovacco era ora guidato dal capo dell'esercito che avvio' la mobilitazione generale, così fecero anche la Francia e l'Inghilterra. Chamberlain provò un ultima carta diplomatica ovvero una conferenza a cinque (Inghilterra, Francia, Cecoslovacca, Italia, Germania), il Führer avrebbe partecipato se fosse stata esclusa la Cecoslovacchia. Così fu'. Nella conferenza di Monaco in pratica vennero accettate tutte le richieste di annessione, così facendo la Cecoslovacchia perse anche tutte le fortificazioni al confine della Germania, dopo la conferenza anche Ungheria e Polonia chiesero e ottennero parte del territorio cecoslovacco; poco tempo dopo la Germania annesse quello che rimaneva dello stato ceco. Chamberlain e Mussolini comunque vennero accolti in patria come i salvatori della pace. L'annessione della Cecoslovacchia ai territori del terzo Reich convinse le democrazie occidentali che la politica dell'appeasement non avrebbe fermato la Germania, quindi l'Inghilterra, la Francia e la Polonia (che era l'obiettivo più probabile della Germania), stipularono un patto di assistenza militare.

Questa escalation tra Germania e anglo-francesi tolse ogni speranza di mediazione all'Italia che fino ad allora si era adoperata per evitare lo scoppio di un conflitto. Inoltre Mussolini, con l'invasione dell'Albania (aprile 1939), che fece per cercare di contrapporsi all'espansionismo tedesco nell'area balcanica, perse definitivamente la fiducia delle democrazie occidentali. L'italia e la Germania si erano riavvicinate tanto che nel maggio del 39 venne stipulato a Berlino il patto d'acciaio che sanciva il mutuo aiuto tra le due nazioni in caso di guerra sia difensiva che di conquista.

 

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